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Perché alcune otturazioni durano vent’anni e altre solo due?

Perché alcune otturazioni durano vent’anni e altre solo due?

“La durata di un’otturazione non dipende solo dal materiale. È il risultato di molti fattori che lavorano insieme.”

Una delle domande che i pazienti ci fanno più spesso è questa:

“Ma com’è possibile che un’otturazione  mi sia durata vent’anni, mentre un’altra dopo pochi anni si è già rotta?”

È una domanda più che legittima. La risposta, però, è meno semplice di quanto possa sembrare.

Non esiste un numero di anni valido per tutte le otturazioni, perché la loro durata dipende da numerosi fattori: alcuni riguardano il dente, altri il modo in cui viene eseguito il restauro e altri ancora le abitudini della persona

Un’otturazione non èun pezzo di plastica

Molti immaginano l’otturazione come una sorta di “tappo” inserito nel dente.

In realtà è molto di più.

Quando un dente viene colpito dalla carie, la parte danneggiata deve essere rimossa. Successivamente il tessuto perso viene ricostruito con materiali adesivi che si legano allo smalto e alla dentina, cercando di restituire al dente forma, funzione e resistenza.

L’obiettivo non è soltanto chiudere un buco, ma permettere al dente di continuare a svolgere il proprio lavoro nel tempo.

Le dimensioni contano

Un piccolo restauro e una ricostruzione molto estesa non possono avere la stessa aspettativa di durata.

Più tessuto dentale è stato perso, maggiore sarà il lavoro richiesto sia al materiale sia al dente stesso durante la masticazione.

È un po’ come riparare una piccola crepa rispetto a ricostruire metà di un muro: entrambe sono riparazioni, ma le sollecitazioni che dovranno sopportare sono molto diverse.

Anche il modo in cui mordiamo fa la differenza

Ogni giorno i nostri denti affrontano migliaia di contatti.

Chi stringe o digrigna i denti durante il sonno, ad esempio, può esercitare forze molto superiori rispetto alla normale masticazione.

Nel tempo queste sollecitazioni possono favorire l’usura del materiale o provocare piccole fratture sia dell’otturazione sia del dente.

Spesso il paziente non se ne accorge fino a quando il problema non diventa evidente.

L’igiene orale continua a essere fondamentale

Un’otturazione non può cariarsi, ma il dente sì.

Se attorno ai margini del restauro si accumula placca batterica, nel tempo può svilupparsi una nuova carie, chiamata carie secondaria, che interessa il dente e non il materiale utilizzato.

È una delle cause più frequenti per cui un’otturazione deve essere sostituita.

Per questo motivo i controlli periodici e una corretta igiene domiciliare rimangono fondamentali anche dopo aver curato un dente.

Non tutti i materiali sono uguali, ma non è questo il fattore principale

Negli ultimi anni i materiali restaurativi hanno fatto enormi passi avanti.

Oggi permettono risultati estetici e funzionali molto elevati.

Tuttavia, sarebbe riduttivo pensare che basti scegliere un materiale “migliore” per ottenere automaticamente una maggiore durata.

Le caratteristiche del dente, l’estensione della lesione, la precisione con cui viene eseguito il restauro e le condizioni della bocca nel tempo hanno spesso un peso ancora maggiore.

Anche i dettagli fanno la differenza

Esistono aspetti del trattamento che il paziente non vede, ma che possono influenzare il risultato finale.

L’isolamento del dente dall’umidità durante le procedure adesive, la precisione con cui viene preparata la cavità, il corretto utilizzo dei materiali e il controllo dell’occlusione sono tutti passaggi che richiedono tempo e attenzione.

Sono dettagli poco visibili, ma rappresentano una parte importante della qualità di un restauro.

Quando un’otturazione va sostituita?

Non esiste una scadenza prestabilita.

Un’otturazione non dovrebbe essere cambiata semplicemente perché sono passati molti anni.

Se è integra, funziona correttamente e i controlli clinici e radiografici non evidenziano problemi, spesso non c’è alcun motivo per sostituirla.

Diverso è il caso in cui compaiano infiltrazioni, fratture, carie secondarie o perdita di una corretta funzione.

Per questo motivo sono i controlli periodici, e non il calendario, a guidare la decisione.

In conclusione

La durata di un’otturazione non dipende dalla fortuna.

È il risultato dell’incontro tra diversi fattori: la quantità di dente rimasta, le forze a cui quel dente è sottoposto, l’igiene orale quotidiana, i controlli nel tempo e la qualità con cui il restauro è stato eseguito.

Ecco perché due otturazioni, anche realizzate nello stesso giorno, possono avere una storia completamente diversa.